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01 March 2023

banana cake vegana e senza glutine


una ricetta ancora in fase di studio, visto che ho semplicemente improvvisato un po' e mi sono cimentata in una versione vegana e senza glutine del banana bread (ma è così bananoso e naturalmente dolce che chiamarlo pane alla banana non gli rende giustizia) facendo delle sostituzioni di prova che si sono comunque rivelate promettenti :)
- al posto del burro, olio di cocco (ammorbidito a bagnomaria)
- al posto delle uova, semi di lino macinati e mescolati con acqua a creare quello che è un ottimo sostituto delle uova (i semi di lino formano una pappetta e poi una specie di gel che addensa molto bene e aggiunge anche un sapore gradevolissimo)
- al posto di banana frullata, banana schiacciata con forchetta (il gusto rimane più intenso!)
- al posto del Mix Schaer, farina di riso + farina di avena per un mix fai da te più economico e senza aggiunta di addensanti (di cui purtroppo i mix già pronti senza glutine sono sempre troppo ricchi...)


gocce di cioccolato solo sopra :) 
per la prossima informata, conto di prendere qualche appunto anche sulle dosi...



posto anche la fotina della cappa finalmente al suo posto dopo vari mesi di attesa! la resa della foto ha una luce un po' fredda, forse perchè ho inquadrato solo le piastrelle bianche, ma tutt'intorno c'è un gran casino! la cucina con scaffali "open" rende bene solo se avete poche cose, sappiatelo!! ma davvero poche....mi ero illusa di poter esporre sugli scaffali una scelta delle mie pentole preferite, quasi fossero in esposizione, invece, un gran casino!!! l'effetto non mi dispiace ma non sembra certo una cucina nuova, sembra già molto vissuta (vedere foto in fondo!)



 la scorsa settimana ho comprato due basi per sfoglia senza glutine della Buitoni: non sono male, tutto sommato, anche se medito di sperimentare una base fai da te con farine "semplici" senza le aggiunte che tutte le cose pronte senza glutine hanno (come sciroppo di glucosio/fruttosio...perchè? ci volete tutti diabetici?) 

non voglio banalizzare o semplificare troppo, ma i prodotti già pronti per noi celiaci, a leggere bene le etichette, sono spaventosi. sarà che ultimamente sto cercando di controllare molto di più quello che mangio, per ridurre al minimo le schifezze, e soprattutto gli zuccheri, ma mi sto rendendo conto (la scoperta dell'acqua calda, comunque) che lo zucchero lo aggiungono davvero dappertutto!  

comunque, per la cronaca, per la farcia di stasera ho usato, 3 uova, un caprino, sale pepe curcuma e tanti spinaci (non avevo latte o panna e per i miei gusti l'uovo era troppo predominante)


domenica sera invece avevo preparato la stessa sfoglia Buitoni con una farcitura vegana più di mio gusto: verdure spadellate (funghi misti - champignon e shiitake che avevo in congelatore, cavolo nero e porro) in una "pastella" di acqua e ceci insaporita sempre con sale, pepe e curcuma. simile a quella che usa per la farcitura della quiche >> di cui però qui non ho postato la ricetta!!! ma se volete, qui mini quiche trovate la ricetta per la base (non vegana ma senza glutine) delle mie mini quiche :)



ed eccola qui, la mia incasinatissima cucina :)





09 August 2016

Torta di lamponi e pesche! Ed un po' di rugby ラグビー試合と桃/ラズベリーのリコッタケーキ

29 aprile 2016, Benetton Treviso vs Connacht

少し前のラグビー試合のことですけど、私に初めての試合だったので、3ヶ月経っても更新します!
ちょっと御祝いの夜だったので、パオロの大好きなラグビー選手「Benetton Treviso」
against 「Connacht」のチケットを買ってTreviso市に行ってきて。 次の日は休日だったので、夜遅くまでもokだったからね。
御祝いのことと言ったら、入社してから、ずっと空港のチケット売場にいて通勤時間も長かったし仕事の状態もつらかったけど、3月下旬ぐらい会社のインフォ交換局のため公募が出て応募してみたと言うことです。テストと面接を受けてみて、ついに応募者の中から私が選ばれた。ばんざい!
こう言う御祝いの夜だった!

今の仕事も反復的なところが多いからそんなに面白くないけど、お弁当を食べる机があるなら大丈夫です。
pizza+birra+patatine+dolce senza glutine all'Albera di Zeus

ラグビー試合が終ったら (ところで、勝ちましたよ)、ピザを食べに行った! グルテンなしのピザもあるところを選んで、私も美味しいピザを食べた! ピザだけでなく、グルテンなしのビールもケーキもあったから、満腹!


anche se con un ritardo di qualche mese - ehm... - posto qualche foto della mia prima partita di rugby! da spettatrice ovviamente: Benetton vs Connacht con vittoria nostra visto che posso quasi definirmi mascotte/portafortuna della squadra! l'azione decisiva per la vittoria finale messa a segno (scusate, non conosco la terminologia rugbistica!) dal mio giocatore preferito (chissà perché) Jayden Hayward 

per il dopo partita - così detto terzo tempo - abbiamo fatto tappa alla pizzeria di cui sopra, l'Albera di Zeus a Preganziol, dove ho mangiato la migliore pizza senza glutine della mia vita (ad eccezione di quelle che mi prepara Paolo si intende), una di quelle classiche che ordinavo quando si usciva a mangiare la pizza con i miei, rucola e grana. promossa a pieni voti! tanto che ci siamo tornati altre tre volte e per me che dall'isola qui non mi muovo mai, cenare a Preganziol è un bel viaggetto! oltre alla pizza, ottima birra senza glutine della Wold Top e - non mi pare neppure possibile - patatine fritte VERE!

pizza a parte, da ieri sono a dieta e oggi cosa mi sono pensata di fare? una torta....ancora sperimentale (è venuta buona ma troppo 'bagnata' visto che non ho azzeccato la proporzione liquidi/farine) ricotta lamponi e pesche, ispirata ad una ricetta di Cucina Naturale del numero di agosto 2015. le pesche non le avevo mai prese in considerazione come ingrediente da torte - io sono team mele - ma mi sono dovuta ricredere perché da cotte sprigionano tutta la loro essenza nettarina, passatemi la parola, al meglio!!! 
sono tornata per restare, spero.
e nel frattempo stiamo pensando all'autunno giapponese....

30 March 2016

a new bento box

il mio nuovo obento, così come lo presentano sul sito Bento&Co. 

passato - o meglio, ricacciato giù in fondo - lo sconforto della scorsa settimana, che mi ha fatta andare un po' fuori tema, riprendiamo finalmente con le cose di cucina. con gli accessori, per la precisione. 
era da un po' che meditavo l'acquisto di un nuovo obento, continuamente rimandato perché, tra tutte le forme e gli stili disponibili sul mercato web, il fantomatico imbarazzo della scelta mi bloccava ogni volta. così, andando un po' per esclusione e cercando di capire quale sarebbe stato poi l'utilizzo del mio nuovo lunchbox, ho ristretto un po' il campo di ricerca: scartata la tipologia 'thermos' (si rischia che pasta/riso scuociano e che, passate 4/5 ore dalla preparazione, di caldo rimanga comunque ben poco) ho deciso di optare per un obento che fosse comunque adatto al microonde (possibilmente con valvola sul coperchio interno, perché se sei celiaca ed usi un microonde in comune con altri colleghi non celiaci, le pensi proprio tutte per evitare contaminazioni!); considerato che quasi tutti i miei obento sono rettangolari, mi son detta poi, perché non provare a cambiare forma? e proporzioni!

può sembrare un ragionamento un po' da maniaci...ma ho una lunga esperienza in fatto di obento di forma rettangolare!!! di solito sono strutturati in modo compatto, con due scomparti sovrapposti (generalmente con capienza 250ml+250ml), perfetti per il riso giapponese ma poco adatti alla pasta. e poi, sinceramente, 500 ml di capienza totale sono pochini per i mie standard!!

comprare la pellicola per alimenti on-line, direttamente dal Giappone, può sembrare una stranezza da otaku/nerd, ma, credetemi, una volta provato il 'domopak' giappo, la vostra vita non sarà più la stessa (ovvero lo rimpiangerete per sempre!!): è disponibile in varie misure e si taglia che è una meraviglia....
con queste considerazioni in mente, mi sono messa a sfogliare il sito di Bento&Co - qui si va sul sicuro - in particolare la categoria bento>round shape, ed ho trovato la combinazione ideale: un lunchbox tondo (a tema gatto nero in onore di Pichan), capienza totale 670 ml, due scomparti sovrapposti, di cui uno - quello da 400 ml - con coperchio 'valvolato' adatto al microonde.
tre obento in uno, ve lo posso garantire: quando mi porto la pasta o i noodles, utilizzo lo scomparto da 400 ml che è decisamente capiente, e in quello da 270 ml metto il 'contorno'; quando faccio le cose per bene, in puro stile giappo, vado al contrario: il contenitore da 270 ml per il riso (e magari una umeboshi come in foto!), e quello da 400 per le mie polpette veg e le verdure; e se mi manca un piano di appoggio e mi trovo a pranzare in bilico su uno sgabello - come in queste ultime settimane in aeroporto - allora faccio stare un po' di tutto nei 400ml della parte superiore e infilo in borsa un paio di 'merende' per non trovarmi impreparata in caso mi dovesse tornare fame!

con l'ordine on-line dell'obento nuovo, mi sono fatta arrivare anche un porta onigiri nuovo (con l'umeboshi, il top della goduria e, per me, l'onigiri vegano per eccellenza) e un rotolo di pellicola giapponese. ebbene si! comprare la pellicola per alimenti on-line, direttamente dal Giappone, può sembrare una stranezza da otaku/nerd/geek, ma la verità è che, una volta provato il domopak giappo, la vostra vita non sarà più la stessa e vi chiederete perché mai quello italiano sia così assurdamente impossibile da tagliare, nonostante la zigrinatura in metallo (che quello giappo neppure ha!!!).
cosa non meno importante, la pellicola giapponese è adatta al microonde e disponibile in varie misure (sarà perché deve adattarsi a ciotole di varie misure??) 15x20, 22x20 e 30x20, per cui niente sprechi.


anche per il mio compleanno, rice curry in quantità industriale! ne ho fatte due pentole e poi lo abbiamo portato da mia sorella per stare un po' più comodi! un omaggio speciale alla radice di loto - renkon - che qui trovo solo secca e che spero di riassaporare presto su suolo nipponico.
alla prossima!!

10 January 2016

Spice up your 2016! riso al curry Japanese style

la ricetta di uno dei piatti più amati e popolari in Giappone, il rice curry (raisu kare- o kare- raisu) rivisitata e corretta: senza glutine e vegan friendly! 
amo visceralmente le liste. e la lista dei buoni propositi che di solito si stila ad inizio anno non fa eccezione. a proposito, auguri a tutti! contavo di scrivere un post festivo/festaiolo entro la befana ma siamo già arrivati al 10 gennaio. allora facciamo in modo che non si accumuli ulteriore ritardo, va'!

dicevo, amo le liste ma quest'anno, invece di compilare la mia personale hit parade delle cose da fare - ehm, saltuariamente - nel 2016 e trascriverla sul frontespizio dell'agenda nuova, ho adottato un altro approccio: il 1 gennaio ho dedicato un po' di tempo - variabile, dai 10 ai 50 minuti - ad alcune delle mie passioni, con l'idea che 'se fai yoga il primo dell'anno, fai yoga tutto l'anno'. 10 minuti di Sun Salutation, 50 minuti di sferruzzamento e 40 minuti dedicati ai kanji. Dal 1 ad oggi, i ferri da maglia non li ho più presi in mano, ma ho fatto yoga quattro volte e giapponese due volte, al posto dell'aperitivo. mi considero soddisfatta.
Certo, il blog è rimasto fuori, ma in questo caso, se non ho perso l'entusiasmo in dieci anni, probabilmente non lo perderò più. 

e come inaugurare l'anno nuovo se non con una ricetta? uno dei piatti 'nazionali' in Giappone, amatissimo, anche se non autoctono, che può diventare un comfort food invernale irrinunciabile: il rice curry, raisu kare- o kare- raisu che dir si voglia, è speziato, scalda il corpo e l'anima e si può preparare in diverse varianti - con carne o vegetariano - risultato garantito. Che voi seguiate la ricetta alla lettera o che decidiate di cambiare le proporzioni delle verdure da utilizzare nella preparazione - a seconda dei vostri gusti o di quello che avete a disposizione in dispensa - la base di zenzero, salsa tamari e sake abbinata alle spezie 'classiche' (curry e garam masala) che caratterizza la versione giapponese del curry non vi deluderà.


ed allora, ecco la ricetta, per la quale mi sono basata sulla versione 'vegetariana' di curry giapponese dell'Asante Sana Caffè pubblicata su una delle mie riviste preferite.  
le verdure di base che ho utilizzato sono quelle in foto: porri, zenzero (per il battutto/soffrtitto di base) carote, patate, zucca, pioppini. e per le spezie, curcuma, curry e garam masala (la versione meno piccante).

Ingredienti
:: 1 spicchio d'aglio pelato e tritato, 1 spicchio d'aglio intero

:: 1 porro piccolo tritato 
:: 1 pezzetto di radice di zenzero pelata e tagliata a listarelle sottili (io uso il pelapatate!)
:: 2/3 patate medie
:: 1/2 zucca (qualità delica) privata dei semi e della scorza:: 2 carote
:: una vaschetta di funghi pioppini (300-400 gr)
:: 250 ml di passata di pomodoro
:: 1/3 cup di salsa tamari
:: 1/2 cup di sake (vino di riso giapponese) o di vino bianco secco

:: 200 ml di acqua
:: 2 cucchiaini di zucchero di canna
:: 1 cucchiaino di garam masala
:: 1 cucchiaino di curry (madras, dolce)
:: una punta di cucchiaino di curcuma


innanzitutto, curate i funghi pioppini e cucinateli in una padella in modo classico (olio aglio in camicia e un po' di sale): ci vogliono più o meno 20 minuti per cui potete ottimizzare i tempi preparando nel frattempo il trito di porro, aglio e zenzero e tagliando le verdure a tocchetti. 

in una casseruola antiaderente (io ne uso una da 23 cm abbastanza alta), fate appassire l'aglio, il porro e lo zenzero con un po' d'olio, quindi saltate per qualche minuto anche le carote. aggiungete i funghi e continuate la cottura per altri 5 minuti. in un misurino per liquidi capiente (io uso quello in dotazione alla mia macchina per il pane!), mescolate il tamari, il sake e lo zucchero, versateli nella casseruola con carote e funghi e portate ad ebollizione. aggiungete a questo punto le patate e la zucca, quindi coprite con la passata di pomodoro allungata con l'acqua, in cui avrete sciolto anche le spezie. mescolate per bene e, quando il liquido di cottura avrà ripreso a bollire, abbassate la fiamma e fate andare, a pentola coperta, per circa 25-30 minuti, fino a che zucca e patate saranno teneri e pieni del sapore - e del calore - delle spezie.

ed il riso giappo? preparatelo seguendo le istruzioni qui!


tips per celiaci
ovviamente la ricetta che presento qui è rigorosamente gluten-free. io uso il tamari (ovvero una salsa di soia particolare, senza frumento, fatta solo con acqua, soia e sale) della Lima Food che trovo nell'erboristeria vicino a casa (per quanti fossero a/di Venezia, si tratta di Herby in Ruga Giuffa) ma il garam masala e il curry presentano un po' di problemi sulle 'garanzie' di non contaminazione con farine 'altre'. io mi trovo bene con quelli della TRS (www.trs.co.uk) che reperisco facilmente da Rizzo (quello dei cibi entici, vicino a Rialto) anche perché ho l'ulteriore problema di essere allergica anche alla cannella! Potete comunque usare la vostra marca 'di fiducia' o prepararlo in casa, persino, seguendo le innumerevoli ricette dell'immenso world wide web (o su about.com)


questa ricetta vi ha ingolositi? o preferite il curry 'all'indiana' con il riso basmati? bè, qualsiasi sia la vostra preferenza, stop by and let me know!


10 December 2015

e per Natale? polpettone! (gluten-free e vegan, ovviamente)

ma prima, i miei piatti nuovi. sono quattro, sono fatti a mano e sono bellissimi! l'artefice di questa meraviglia si chiama Daniela Levera ed è una giovane ceramista brasiliana che lavora a Venezia: crea, sperimenta ed insegna! l'ho incontrata al mercatino dei Bochaleri, i ceramisti veneziani che espongono nella loro sede davanti alla Serra dei Giardini, a fine agosto, ma purtroppo i piatti erano esauriti! così ci siamo riviste ad inizio autunno e ho potuto fare la mia 'ordinazione'. me li sto godendo da circa un mese e non mi stancano mai!
mi raccomando, visitate il suo sito! https://danielalevera.wordpress.com/

funghi champignon ripieni gratinati al forno

per la cronaca 'veneziana', i Bochaleri faranno un mercatino delle loro ceramiche per Natale, dal 17 al 22 dicembre presso la loro sede a Castello 1257 di fronte alla Serra dei Giardini (10-17), fateci un salto se capitate a Venezia. è in una zona bellissima e ancora autentica!
http://www.bochaleri.it/wp/ 


i piatti sono belli ma devo ancora lavorare sulla disposizione del cibo!
tra l'altro, senza saperlo, a casa avevo già due sottopentola fatti da Daniela sempre comprati al mercatino (a cui ne ho aggiunto un terzo!)


sicuramente saranno i piatti che userò anche durante le feste di Natale! 
e a proposito di Natale/Capodanno, a parte il fatto che non so ancora di preciso cosa farò e dove lo farò, so di certo cosa non mangerò: non mangerò carne/pesce/latticini/uova perché ho intenzione di festeggiare senza crudeltà verso gli animali.
credo che mi tornerà utile una ricetta che ho sperimentato già qualche volta - ancora mai pubblicata sul blog - ispirata (ancora una volta!) alla macrobiotica giapponese e che si è rivelata perfetta anche per i miei obento vegani: il polpettone di lenticchie e miglio.
premetto: non amo le lenticchie (di solito le mangio solo a Capodanno perché, si sa, sono di buon auspicio) e non amo il miglio (ci ho provato ma niente...non mi convince) ma in questa ricetta si sposano e si 'perdono' meravigliosamente, trasformandosi in qualcosa di diverso, e di meglio! sospetto che il merito sia dei funghi...


il polpettone come portata principale e qualche contorno 'tattico' e goloso: non serve altro. non è detto che durante le feste ci si debba necessariamente strafogare!

ed ecco la ricetta

Ingredienti
:: 100 gr di lenticchie
:: 1/2 cup di miglio
:: 1 carota grattugiata
:: funghi secchi (lasciati in acqua per qualche ora) abbondanti!
:: 1/2 porro sminuzzato
:: 40/50 gr di semi di girasole sminuzzati al mixer
:: 1 patata (cruda!)
:: 2 cucchiai di farina senza glutine Schaer (mix it)
:: olio, sale, tamari q.b.

cuocete (separatamente, mi raccomando) le lenticchie ed il miglio. hanno più o meno lo stesso tempo di cottura, una ventina di minuti. io lesso le lenticchie e cucino il miglio in modo che assorba tutta l'acqua di cottura, calcolando 1 parte e mezza d'acqua per ogni parte di miglio. lasciateli intiepidire e quindi incorporateli in una terrina, conditeli con un po' d'olio e sale. sminuzzare i funghi ed aggiungeteli a miglio e lenticchie. quindi incorporate anche: la carota grattugiata, il porro sminuzzato, la patata (grattugiatela finissima), insaporite con un po' di tamari ed aggiungete la 'farina' di semi di girasole (io li passo col frullatore ad immersione ed ottengo una polvere molto sottile). aggiustate la consistenza e l'umidità dell'impasto con un paio di cucchiai di farina Schaer. ricoprite uno stampo da plum-cake con carta da forno ben oliata, versare l'impasto del polpettone e compattarlo per bene, oliare la superficie e passare al forno per 25 minuti, coprendo con un foglio d'alluminio. ultimare la cottura per altri 25 minuti, scoperto. lasciar raffreddare e tagliare a fette!

18 November 2015

da Palazzo Cini a Maser via Daniele Barbaro


la scala ovale di Tommaso Buzzi a Palazzo Cini
l'autunno a Venezia è bellissimo, non ci si può fare nulla. che sia 'funestato' dalle prime acque alte di stagione o mimetizzato dietro una fitta coltre di nebbia (ne abbiamo avuta un po' in questi ultimi giorni), da novembre si comincia a respirare un'atmosfera più veneziana in città, i turisti diminuiscono e si torna padroni - per poche settimane - di calli e campielli. e poi arriva la settimana della festa della Salute (di solito già ad aprile comincio a dire, per scherzo ma poi non tanto, 'chissà che arrivi presto la festa della Salute!).

le foto del post di oggi sono più o meno tutte dedicate alla mostra che si è appena chiusa a Palazzo Cini a San Vio, 'Tiziano e Veronese. I ritratti di Daniele Barbaro', e legano palazzo Cini a Villa Barbaro a Maser proprio attraverso la figura di Daniele Barbaro. 
con una tappa intermedia al ristorante Frary's dove ho messo un po' in difficoltà la cucina, perché vabbè senza glutine, ma senza glutine, vegetariana e allergica alla cannella forse è un po' troppo!

la sala dei Polittici a Palazzo Cini
riprendiamo da Palazzo Cini, che ha chiuso il 15 novembre e riaprirà a primavera con la nuova programmazione, per chi se lo è perso. Le collezioni esposte nelle sale del palazzo ovviamente valgono da sole la visita - in particolare la parte dedicata al Rinascimento toscano con autori tipo Botticelli, Pontormo, Piero della Francesca per non farsi mancare nulla! -  ma di solito sono arricchite da un 'Ospite a Palazzo' (il più recente è stato Beato Angelico), ovvero un'opera di particolare pregio in prestito da altri musei, che viene esposta solo per un breve periodo.


this time it's mainly about the exhibition held at Palazzo Cini, celebrating humanist and philanthropist Daniele Barbaro, who was born exaclty 500 years ago. The Palace alone is worth the visit, as it houses a remarkable collection of masterpieces from Renaissance Florence, with paintings by Botticelli, Pontormo, Piero della Francesca and Filippo Lippi. For the records, the exhibition ended on November the 15, but the Palace will open again in spring.
Beside the permament collection, I wanted to visit the temporary exhibit on Daniele Barbaro for a 'personal' reason: together with his brother, he commissioned Andrea Palladio to design his country home Villa Barbaro (see picture below), which is now part of the Unesco World Site, and which is where my grandparents lived and worked all their lifetime (great memories for me as a child!!).
If you want to know a little bit more about Palazzo Cini and Villa Barbaro, check the following links:
www.palazzocini.it

Ritratto di Daniele Barbaro ad opera del Tiziano
gli ospiti a Palazzo di quest'anno me li sono persi tutti ma sono riuscita a visitare la mostra dedicata alla figura di Daniele Barbaro, umanista e scienziato di cui si festeggia quest'anno il cinquecentenario della nascita, che fu anche committente, assieme al fratello, di Villa Barbaro a Maser (progettata nientepopodimeno che dal Palladio), dove per una vita hanno lavorato i mie nonni. insomma, non potevo proprio perderla!
Se volete visitarla virtualmente, saperne di più o semplicemente dare un'occhiata al sito di Palazzo Cini, questo è il link: www.palazzocini.it 

Venezia autunnale
la Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari
e dato che era il mio ultimo sabato di riposo, dopo la mostra abbiamo pranzato fuori, sempre al ristorante arabo-greco Frary's: questa volta ho preso dolmades con hummus, insalata greca classica ed un contorno di verdure di stagione, tutto senza glutine e vegetariano. Stavolta ho davvero messo in difficoltà la cuoca perché la mia allergia alla cannella non va d'accordo con la cucina etnica...
pranzo al ristorante Frary's
pranzo analcolico con tè alla rosa
after the exhibition, we had lunch at Frary's: dolmades with chickpea hummus, Greek salad and seasonal vegetables....delicious, glutenfree and vegetarian.
antipasto di dolmades e hummus
insalata greca e contorno di verdure di stagione
ed ecco una foto di Villa Barbaro a Maser, scattata durante l'ultima gita a casa di mia zia. nella casetta che si intravvede a fianco della villa, a destra, abitavano i miei nonni (e lì fuori ho scorrazzato tante volte circondata da un esercito di dolcissimi spinoni, tipo una ventina!)

and here is a picture of Villa Barbaro in Maser, taken when I last visited my aunt who still lives nearby. Veneto countryside is really beautiful in autumn.
Cheers!
Villa Barbaro a Maser
in macchina verso Maser, perché le nostre campagne non hanno nulla da invidiare ai paesaggi toscani o francesi (eccetto forse per il fatto che non sappiamo davvero preservarle e valorizzarle...)
Le nostre belle campagne!





28 October 2015

Mele a Mel, tagliatelle panna e funghi veg + alcune considerazioni sulla mia dieta cruelty free


sfornato un rudimentale primo tentativo di torta di mele vegan (inaspettatamente ben riuscita, ma migliorabile), ed infornato il polpettone (sempre vegan) di lenticchie e miglio, mi godo ben 25 minuti di 'relax' - scanditi dal timer del forno - qui nel mio angolo-blog sempre più trascurato (ma mai dimenticato). ai pochissimi iscritti, dico grazie (per non esservi dis-iscritti), non garantisco maggior assiduità negli aggiornamenti ma spero di riprendere il ritmo di qualche tempo fa, visto che, nonostante la latitanza, cucino parecchio (e mangio di più!), per cui di materiale da postare ne ho accumulato un bel po'!
vorrei cominciare con una ricetta tanto semplice da essere quasi imbarazzante...un piatto di quelli che richiede giusto il tempo di cottura della pasta e pochi ingredienti 'senza scadenza', di quelli facili da tenere in dispensa e che tornano utili nei momenti di sconforto. tipo quando diluvia e fa acqua alta (bè, capita solo qui a Venezia) torni a casa dal lavoro alle sette e mezza con i calzini umidi dentro le scarpe da ginnastica, zero voglia di cucinare ed una fame da lupi.



TAGLIATELLE PANNA E FUNGHI (senza glutine, vegan)
:: due nidi di tagliatelle di mais della Molini di Ferro (4 nidi se siete in dolce compagnia)
:: una manciata abbondante di funghi secchi misti (io uso Coop) abbondantissima se siete in due
:: 80 ml (160 se siete in due) di panna di soia senza glutine Isola Bio
:: 1 bustina di brodo vegetale Bauer
:: 1 spicchio d'aglio
:: 50 ml di acqua circa
:: curcuma, noce moscata, pepe q.b.
:: facoltativo, prezzemolo tritato fine/un pugnetto di spinaci lessi

per ottimizzare i tempi di solito faccio così: arrivo a casa e, prima di infilarmi sotto la doccia, metto in ammollo i funghi in acqua bollente così, al momento di mettere su l'acqua per la pasta, sono già sufficientemente morbidi per essere usati. in una padella faccio dorare uno spicchio d'aglio in poco olio extravergine di oliva, aggiungo i funghi (i più grandi li taglio a striscioline, ma mi piacciono a pezzettoni) e faccio andare per due, tre minuti. quindi aggiungo un po' d'acqua calda, il brodo vegetale, la curcuma e lascio andare a fuoco basso e pentola coperta finché la pasta non è pronta ( le tagliatelle di mais della Molini di Ferro cuociono in 8/9 minuti, le tengo un minuto indietro perché poi le spadello con il sugo di funghi). se nel frattempo la base di funghi si asciuga troppo, aggiungo un po' dell'acqua di cottura della pasta. quando la pasta è quasi cotta, incorporo al sugo di funghi la panna di soia (attenzione, agitare un po' la confezione prima di versare, ma non troppo), grattugio abbondante noce moscata e faccio prendere il bollore (giusto il tempo che si addensi un po'!). a questo punto il sugo è pronto e basta spadellare la pasta un minuti, pepare e servire. 

un'altra versione, più verdurosa ma altrettanto di soddisfazione, è funghi+spinaci. in questo caso, quando fate andare i funghi nel brodo vegetale, aggiungete anche gli spinaci già cotti e leggermente strizzati e poi procedete come sopra.



cambiando lidi ma non argomento - sempre cibo è - ecco la gallery dell'edizione di quest'anno di Mele a Mel! ad ottobre finalmente ho avuto i sabati di riposo - ma da novembre retrocedo al venerdì, di nuovo - così mi sono costretta ad una gita in giornata fino a Mel (Belluno) per questa sagra tutta dedicata alla mela. prodotti un po' più cari - i fagioli gialèt 20 € al chilo....ne vogliamo parlare? - succo di mela appena spremuto sempre buonissimo, la solita - in senso buono! - mostra dei bonsai ed un bottino di 5 chili di mele della zona, che spero diventino il mio vaccino anti-influenzale per quest'anno
nelle foto, prodotti di stagione e una 'veduta' della piazza principale di Mel, dalla scalinata della chiesa. 


immancabili, le mele!


ed ecco alcuni scatti dei bonsai: mi piace ritrovare un angolo di Giappone qui in montagna, mi fa ricordare che con la mente si può viaggiare, in ogni momento. che per un po', a volte anche per un giorno intero, posso semplicemente fingere di essere altrove, facendo le stesse cose di sempre.


questa, in Giappone, è proprio la stagione degli aceri



in tema di mele, in uno dei cortili storici aperti solo in occasione della sagra, frittelle di mele appena fatte (sotto). io ovviamente mi sono dovuta astenere ma con le Canada prese a Mel ho fatto due torte, una tradizionale e l'altra (sfornata oggi) vegan. 
ed a proposito di vegan...



a proposito di dieta vegana, cruelty free, ieri ho comprato un integratore di vitamine del gruppo b, perché l'unica cosa che il nostro corpo non produce e che va integrata se si segue una dieta vegana è la vitamina b12. così posso finalmente passare all'upgrade, da vegetariana a vegana. certo, da celiaca, non è facile. ma come dicono i fantastici ragazzi di Vegan Chronicles, vegana per etica, non per salutismo. nessuno mi impedisce di cenare a popcorn, patatine e birra, ecco. con le patatine, potrei pure suicidarmi!
oggi però mi sono resa conto che non sono brava ad 'argomentare' la mia scelta. ho gli argomenti, non i numeri (le statistiche, etc), ma quando mi scontro contro (o con?) convinzioni del tipo 'allevamento intensivo di bestiame e coltivazione di verdura hanno lo stesso impatto ambientale' capisco che il problema non è che a me mancano i numeri, ma che al mio interlocutore mancano le informazioni di base. o meglio, gli manca la volontà di informarsi. 
tra le persone a me vicine e quelle che conosco, non c'è neppure un vegano, ma va bene così, perché penso che, comunque, le scelte individuali vadano rispettate. solo, non sopporto quando queste scelte sono dettate dalla superficialità. rispetto una persona che, pur consapevole della crudeltà degli allevamenti e di tutto quello che vi succede, mi dice 'io la carne la mangio lo stesso'. persino quando la motivazione è solo 'pigrizia'. perché almeno non ha chiuso gli occhi, perché forse un giorno cambierà idea. perché attraversa questa vita guardandosi intorno. perché ha pianto come ho pianto io guardando certe immagini e questo, in qualche modo, ci lega e ci accomuna. ci permette di comunicare.
ma la superficialità, di chi neppure si prende la briga di capire come funzionano le cose, e, sentendosi in qualche modo messo a nudo e sotto accusa dalle scelte consapevoli fatte da altri, le attacca denigrandole con argomentazioni piene di luoghi comuni, questa no, non la perdono. 
questo lo dovevo a me stessa.

e per chiudere, qui sotto, una foto di sghimbescio del tappetino da cucina fatto con jeans riciclati preso dalle vecchine di Mele a Mel. se Wallis Simpson diceva 'non si è mai troppo magri nè troppo ricchi', io dico 'non si possiedono mai abbastanza borse e tappetini per la cucina!'.


08 July 2015

Dining out in Venice: Frary's

una scelta davvero notevole di piatti senza glutine - e anche vegetariani+senza glutine, cosa non da poco - in uno dei pochi ristoranti seriamente etnici in città! Frary's a Venezia, provato per voi
era più o meno dal viaggio in Giappone, ovvero da novembre 2014, che non mi concedevo una cena fuori come si deve. ed era davvero molto tempo che desideravo tornare in questo storico locale di Venezia - ci andavo da 'non celiaca', ovvero prima della diagnosi, già ai tempi dell'università - ed ora mi chiedo solo, perché non lo ho fatto prima?? dovrò necessariamente recuperare il tempo perduto moltiplicando le occasioni e le scuse per cenare fuori! 
sono sempre un po' titubante in questi casi, perché, oltre ad essere celiaca - e ad aver abbracciato un'alimentazione il più possibile vegana/vegetariana - sono anche allergica - brutalmente! - ai crostacei ed alla...cannella! già, la deliziosa spezia che utilizzavo a profusione specialmente nelle torte di mele e che, in effetti, è molto comune nella cucina etnica.
quando ho chiamato per prenotare, quindi, ho fatto la lista di tutte le mie allergie - mi sento un po' una pittima in questi casi ma meglio essere scrupolosi prima che patire gli effetti dopo -  e la grande disponibilità della ragazza che ha preso la prenotazione mi ha tranquillizzata non poco (altro motivo per cui mi sento la benvenuta a tornare! e, credetemi, a Venezia non è cosa che capiti così spesso).

la cosa che mi ha più stupita, poi, leggendo il menù, è la grande varietà di piatti adatti a noi celiaci che offre il ristorante. non una striminzita scelta tra due o tre pietanze, ma varie specialità sia greche che arabe tra antipasti, primi, secondi e dolci. direi che, dopo molto, ho provato di nuovo il cosiddetto 'imbarazzo della scelta' (scusate, questa forse me la potevo risparmiare ;)
per cui...cominciamo!
io, con un antipasto misto di falafel (polpette di ceci) e dolmades (involtini greci in foglia di vite) con due deliziose salse, una ai ceci e l'altra ai peperoni; e Paolo con delle polpette kurde di carne (nella prima foto)

come 'primo/unico' ho scelto questo appetitoso piatto a base di riso e pollo (sì, lo so, ho sgarrato con il vegano, ho mangiato del pollo, ma la prossima volta farò meglio!) "servito con chermula di menta - cito - il pollo marinato alla menta e olive nere esalta la fragranza dello zenzero e della curcuma" (confermo!) mentre Paolo, lui sì, si è tenuto sul vegetariano con un piatto di magluba (non so però se l'ortografia sia giusta) riso alle verdure con uvetta e una salsa a base di yogurt.
e per finire - visto che il gelato zenzero e cannella non è tra i dolci con spiga sbarrata (e ha la cannella...) ho preso uno sahlab, crema araba di latte , acqua di rose, cocco e pistacchio, leggera e perfetta come fine pasto. siccome mi faceva voglia il caffè arabo al cardamomo e acqua di rose, ho preso pure quello
e per una volta, ci metto pure la faccia!
un posto davvero 'coccolo' - forse un po' caldo dentro, perché non avevano ancora attivato il mode 'estate' (ma l'altro giorno sono passata di lì in passeggiata post-ufficio e la vetrata esterna era aperta, per cui la temperatura la sera dovrebbe essere piacevole) con ottimo cibo, e prezzi davvero onesti! super-consigliato.

久しぶりに外食しました。ずっと前から行きたかった「Frary's」というギリシャとアラブ料理屋さんでグルテンなしのセレクションがおおくて、びっくりしました! 久しぶりにと言ったら、たぶん去年の日本旅行でした。。。食アレルギーがある人には時々外食するのが気になるでしょう。私はグルテンだけでなく、甲殻類とシナモンのアレルギーもあるから、何時も迷惑をかけてしまいます。しかし電話で予約した時には詳しく知らせてたので、お店の女の子もちゃんとメモとってくれて、安心しました。

思ったよりメニュのグルテンなしセレクションが多くて、喜びました。何回行っても、まだ食べたことのない料理が食べそうです!今度クラッシック「falafel」と黒オリブ/ミントのマリネードの鳥肉ご飯とアラブ風味甘いミルクプリン。
美味しくて、やすいっ!!
una me beata, finalmente di nuovo a cena fuori! birra Pedavena senza glutine e una delle chiese più belle di Venezia appena un ponte più in là!

06 May 2015

il magico potere del riordino!(?!) di Marie Kondo

torta di grano saraceno e nocciole, senza glutine. questa volta ho usato lo stampo quadrato, per cui tagliare orizzontalmente la torta per farcirla con la marmellata di mirtilli era impresa ardua. ma la marmellata c'è comunque, di accompagnamento! 

e mentre la città si riempie del variopinto (leggi, alternativo-per-forza) popolo delle inaugurazioni della Biennale d'arte, io sforno torte (dopo una vita di inattività, o almeno così mi sembra, visto che il tempo mi vola!), festeggio i miei due gattoni che hanno compiuto gli anni (in aprile. per la verità: la micia ha fatto 15 anni il 7 aprile, mentre Pichan ne ha compiuti 8 il 25 aprile, giorno glorioso di San Marco repubblicano), scopro 'il magico potere del riordino' e preparo (pulisco) la casa in montagna per l'imminente, micro-vacanza, che spero mi permetterà di tirare il fiato prima dell'invasione estiva da Biennale+Expo (eh già, quest'anno si raddoppia)

pichan e la tora

sabato scorso siamo stati in montagna per la giornata (e questo sabato ci torniamo) per testare il riscaldamento (eh sì, la casa è talmente fredda che se non la scaldo un po' la micia mi si ammala...e mi si incazza!) pulire - stavolta, oltre ai soliti insettoni morti sparsi su tutti i davanzali, ho trovato anche un pipistrellino stecchito @_@ - fare lavatrici, tagliare un po' l'erba (questo lo ha fatto Paolo, io sono addetta agli interni, lui a tutto ciò che è fuori), dare aria a cuscini e divani, e chi più ne ha più ne metta: visto che la vacanza sarà breve, non vorrei passarla tutta a rendere la casa vivibile, per cui sacrifico questi due sabati di riposo, ma sicuramente è per una buona causa!
4月にはトラちゃんとピちゃんの 誕生日でした!お誕生日おめでとう!毎日、ありがとうね。
あっという間に5月になってびっくりしました。案内所の仕事はもうすごく忙ししくなって、観光客が大勢だね。今年は美術のビエンナーレも行われているし、ミラノでの国際Expoもあるから、人が沢山すぎると思う。でもね、観光シーズンのピークに入る前に、山の別荘で一週間ぐらい過ごす予定なので、大丈夫かな?先週の休日には山へ行って、掃除しはじめた。今週の土曜日も又行くから休日も忙しくなるけど、バカンスはもうすぐだから、頑張るよ!
いい天気になりますように!
il prato davanti casa
nel frattempo, ho avuto un'illuminazione sulla via delle pulizie di casa (ed in generale, in materia di economia domestica) che forse mi cambierà la vita: almeno questo sostiene la signorina Marie Kondo, cleaning consultant giapponese (chissà se una professione del genere potrebbe prendere piede anche in Italia! io mi candido), richiestissima non solo da casalinghe di tutte le età ma anche da manager d'azienda! per farla breve, cercando qualche articolo divertente per esercitarmi con il giapponese, sono incappata in un trafiletto su questa giovane tiding-up consultant che si è guadagnata un posticino nella lista del Times delle 100 persone più influenti al mondo (qui l'articolo, in inglese/giapponese japanese.about.com). incuriosita, ho acquistato il suo libro (che ha venduto 2 milioni di copie in tutto il mondo ed è stato tradotto pure in rumeno) su Kindle store e me lo sono letteralmente bevuto. più che un manuale sulle pulizie di casa, è un piccolo saggio sul potere che le pulizie (bè, radicali, come le intende Marie nel suo personalissimo metodo) possono esercitare sulla nostra vita, un potere magico e straordinario, che va ben oltre l'avere una casa sempre in ordine e facile da pulire. 


che le pulizie avessero un misterioso potere taumaturgico, lo avevo sempre sospettato: pulire, spostare, riordinare casa mi rilassa, mi libera la mente, mi fa sentire come se, in qualche modo, riuscissi anche a mettere ordine nella mia vita (e nella mia mente...), a cambiare ciò che non mi va. ma, come giustamente osserva Marie nel suo saggio, il riordino non è mai definitivo (almeno, non lo è finché non si decide di abbracciare il suo metodo!) ed allora il binomio 'fare disordine/mettere ordine' diventa quasi un modo per distogliere l'attenzione dalle cose davvero importanti. tocca sempre ricominciare da capo, rubando tempo alle cose che contano davvero. il che, in alcuni casi, potrebbe voler significare addirittura non volerle proprio affrontare!
a quanto pare, tra i clienti della signorina Kondo, c'è chi, dopo aver messo mano alle proprie 'cose' - dalla prima all'ultima - per arrivare al 'riordino definitivo' stile Marie Kondo, ha persino deciso di cambiare lavoro! ed il cambiamento spaventa, no? di sicuro spaventa me!
da collezionista di fumetti e riviste (giappe), l'idea di rimanere solo con un quarto della mia collezione mi fa già mancare il respiro. buttare via i libri - anche quelli mai letti o lasciati a metà - mi sembra un compito quasi impossibile. assurdo, per certi versi. per questo, di solito, Marie fa cominciare dai vestiti. e a seguire, si continua con i libri, le 'cose varie', ed i ricordi (sì, pure le fotografie!)
eliminare eliminare eliminare. da qui si deve partire secondo Marie, e poi, per ogni oggetto che rimane - tutto quello che ancora ci emoziona - va trovato un posto all'interno della nostra casa, dialogando con lei.

il libro è molto più di questo. mi è piaciuto - anche se probabilmente non sono ancora pronta per il metodo Konmari (così si chiama) - per la prospettiva totalmente nuova che propone sul 'fare ordine', perché ci sono dei dettagli squisitamente giapponesi che ci raccontano di come viene vissuta la casa - e gli oggetti - nel Sol Levante, e perché ci sono particolari che invece accomunano tutte le culture e non possono non farci sorridere! 
日本語の勉強としてよくネットで私に興味のある記事を探すことにしていて、最近「ときめく片づけ」シリーズで知られる近藤麻理恵さんのエッセーについてこの記事を読んだ。やっぱり近藤麻理恵さんのエッセーが読みたくなってしまったので、Kindleでイタリア語のバージョンを買って一晩に読みきれた。面白いっ!「この本を買った人にお勧め本」の中に、イタリア語の「家計簿」もあって、買っちゃった!その次はどの本にするのかしら。。。

dal fare ordine in casa a fare ordine nei conti di casa, il passo è abbastanza breve, così mi sono ordinata anche il kakeibo (traslitterato kakebo), ovvero il libro dei conti di casa (ma va'?). a novembre, nei supermercati in Giappone, se ne vedono di tutti i tipi (compreso quello di Snoopy che al prossimo viaggio sarà mio!). ci sono anche varie app con la stessa funzione, ma una cosa la si capisce subito - io ho cominciato ad usarlo solo da tre giorni - l'atto di scrivere in dettaglio quello che si spende tutti i santi giorni, dà una consapevolezza completamente diversa di come il denaro si volatilizzi! 
lo consiglio, per tutte le tasche, per risparmiare ma anche solo per cambiare abitudini. 

ah! per la ricetta della torta di grano saraceno e nocciole, rimando al vecchio posto in merito!

18 March 2015

pranzo di compleanno (e la ricetta per la zuppa di miso senza glutine)

un pranzo di compleanno tutto giapponese e senza glutine

今週の月曜日(16日) 私の誕生日でした。十日間ずっと晴れた天気が続いていたのに、月曜日はちょうど大雨が降ってきて、風も強くて、残念でした。朝ゆっくりして、彼と一緒に散歩へ出かけようとしましたが、喫茶店でコーヒーを飲んだ後、すぐ家に帰ってしまいました。ざあざあ降ってきた雨でズボンは全部濡れちゃって、一日中家でのんびりしました。やっぱり観光案内所の仕事をやってきてから、彼とランチする機会が少なくなりました。。。今度 私の誕生日ランチをゆっくり楽しめて嬉しかったです。
最近ベジタリアン料理ばっかり作っているので、ベジタリアン和食を作ってみました。
南瓜の味噌汁を作るためには昆布と椎茸の出しをとって、グルテンなしの味噌を使いました。玄米ご飯には、静岡で買った大根若菜を振りかけてみました(最高の味!)。それからほうれん草を茹でて味付けは溜醤油とレモン汁+胡麻だけでした。
最近近所のスーパーで冷凍枝豆まで売ってきたので、よく食べるようになりました。簡単なランチでしたが、百点満点!



corsia da tavola made in Japan (dal negozio Sabbie e Nebbie di Venezia)

ところで、もらったプレゼントも全部日本製でした。何より!
ovviamente, dopo quasi due settimane di sole e cieli tersi, il giorno del mio compleanno non poteva non piovere! a catinelle e con folate di vento provenienti da tutti i lati. dopo un timido tentativo di passeggiata post caffè, ce ne siamo tornati a casa inzuppati e, approfittando del compleanno abbinato al giorno di riposo, mi sono messa subito a spignattare per regalarmi un pranzo come piace a me.
in questo ultimo mese e mezzo sto sperimentando soprattutto cucina vegana e vegetariana - per vari motivi, primo fra tutti quello etico ed ecologico - e devo dire che la cucina giapponese tradizionale non è poi così difficile da adattare al vegan: in fondo, la cucina tradizionale dei monaci buddisti, giapponesi e non solo, è vegana, ed il padre della macrobiotica era un medico militare giapponese, tale signor Sagen Ishizuka, fondatore della Shokuyo-kai (anche se la macrobiotica non è vegana al 100%, ma questa è un'altra storia).
comunque, washoku (cucina tradizionale giapponese) vegan e senza glutine, si può!


Per la cronaca, made in Japan anche i regali che ho ricevuto (a cui sto per aggiungere un ordine di riviste giapponesi su Amazon!)

immancabile la super ciotola di verdure saltate: cappuccio+pioppini+carote

questa volta, al posto del riso bianco giapponese, ho utilizzato un riso semi-integrale italiano che si adatta molto bene al metodo di preparazione giapponese (lavaggio del riso+cottura fino ad assorbire tutta l'acqua). Il riso in questione è il Balilla, che, non a caso, appartiene alla sottospecie Japonica (chicco corto e tondeggiante, proprio come il riso bianco giappo): si compatta alla perfezione in cottura ed infatti è adatto per timballi e crocchette. E siccome è semi-integrale, cuoce in 20 minuti, il che aiuta se avete poco tempo. Una curiosità: fino ad un secolo fa era l'unica qualità di riso coltivata in Italia!!
Ho insaporito l'acqua di cottura con un cucchiaio di tamari senza glutine e poi, a cottura ultimata, ho aggiunto una abbondante 'spolverata' di foglie di daikon secche (acquistate a Shizuoka lo scorso novembre), che sono la morte sua (come si usa dire in Giappone...).

ciotola di Tomita design by Covo

Anche la zuppa di miso è in versione vegana: di solito, infatti, il brodo dashi che si usa per prepararla contiene katsuobushi (fiocchi di pesce bonito essiccato) ma questa volta ho voluto provarla in versione alga konbu+shiitake secchi, ed è comunque venuta benissimo!

Avocado (bio) ed edamame (della Orogel, li trovo al supermercato dietro casa e ho fatto scorta!!) a volontà per le proteine ed i grassi buoni e gli spinaci semplicemente bolliti e ben strizzati, conditi con tamari+limone ed un po' di sesamo. Un pranzo semplice ma dal sapore giapponese.
foglie di daikon secche, ottimo furikake per il riso integrale
Per la zuppa di miso vegan (2 porzioni):

500 ml di acqua
due funghi shiitake secchi
5 cm di alga konbu pulita
1/4 di zucca tagliata a pezzetti
1 cucchiaio di tamari senza glutine
1 cucchiaio di sake
1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiai di miso di riso gluten-free della Clearspring

fate ammorbidire i funghi shiitake in acqua calda, scolateli e sciacquateli dai residui di sabbia. In una casseruola, versate l'acqua fredda, l'alga konbu e gli shiitake e portate ad ebollizione. A questo punto eliminate l'alga* ed aggiungete il tamari, il sake, il sale e lo zucchero. Mescolate bene ed aggiungete la zucca. Continuate a cuocere fino a portare la zucca a cottura. Nel frattempo, dividete in due ciotole la pasta di miso (un cucchiaio abbondante a testa) e versatevi poco brodo in modo da scioglierla completamente. Suddividete la zucca e gli shiitake nelle due ciotole e versate il brodo restante. Spolverizzate con erba cipollina (o negi giapponese, se ne avete!)

*non buttate l'alga: tagliatela a striscioline sottili e stufatela con tamari e poco zucchero in padella, fino a che si sarà caramellata per bene: un altro ottimo topping per il riso integrale

いただきまーす!
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