15 April 2015

Il museo dell'impressionismo russo di Mosca in anteprima a Venezia

A occhi spalancati. Capolavori dal Museo dell'Impressionismo Russo di Mosca, Palazzo Franchetti - Venezia Aleksandr Gerasimov, una giornata estiva
今年の秋にモスクワで開かれる「ロッシアの印象主義博物館」のプレビュー展覧会を見に行きました。2月中旬にVeneziaでオープンされたけど、ずっと「今週行くよ」と思いつつ、最後の日に行ってしまった。もう観光シーズンに入ったので、思った通り込んでいたけど、行く甲斐があった。ロッシア印象主義の画家はぜんぜん知らなくてちょっと恥ずかしいけど、美術だと「印象だと」アートの勉強せずに、やっぱり強い印象を受けられる。
一番気に入った絵は「冬のアイススケート」。
展覧会だけでなく、Franchetti宮殿の室内も凄い。ムラノガラスのシャンデリアはでっかいっ!
帰り道でGromアイスクリム屋さんに寄って、グルテンなしジェラートとクッキー2書類を買った。Gromは昔のジェラートの味そのままなので、 最高だ!

A occhi spalancati. Capolavori dal Museo dell'Impressionismo Russo di Mosca, Palazzo Franchetti - Venezia
l'ennesima mostra che stavo per perdere, inaugurata a metà febbraio all'Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti a Venezia, l'unica occasione per ammirare una selezione di quadri dell'impressionismo russo prima della loro definitiva collocazione all'interno del Museo dedicato, appunto, all'Impressionismo Russo, che verrà aperto a Mosca in autunno. 
ce l'ho fatta, anche se mi sono ridotta all'ultimo, affollato, giorno! per la cronaca, la mostra era ad ingresso gratuito, una cosa abbastanza rara a Venezia...

mi erano arrivati - indirettamente - commenti non del tutto positivi sull'allestimento da una guida (persona, non libro!) che lavora con il russo e che aveva lamentato in particolare la mancanza di accuratezza e di 'ordine' nelle spiegazioni, ma, come al solito, quando visito una mostra, da completa ignorante quale sono, lo faccio senza particolari aspettative e direi che anche stavolta me la sono goduta.   


nessun divieto di fotografare - a patto di non usare il flash - così ho fatto un bel po' di scatti. questa volta l'utilizzo del programma di collage che ho scaricato sul tablet, però, è giustificato non solo dalla sua innegabile comodità ma anche dal fatto che mi ha permesso di tagliare via cornici e pareti damascate, che un po' rovinavano la poesia e le atmosfere di certe tele. 
ovviamente sarebbe stato utile appuntarmi anche i nomi degli artisti principali, o almeno di quelli che più mi sono piaciuti, ma non l'ho fatto e sono riuscita a recuperarne solo due, vedere didascalie
la pista di pattinaggio è tra i miei preferiti anche se i colori del quadro sono decisamente diversi, il riflesso ha un po' compromesso la resa in fotografia
Petr Koncalovskij: Pista di pattinaggio «Dinamo», (1948)
e poi c'è Palazzo Franchetti, ai piedi del Ponte dell'Accademia, affacciato su campo Santo Stefano. dalle foto si può intuire la ricchezza degli interni - prego notare il lampadario e lo scalone... - da maggio sarà nuovamente aperto con una mostra evento collaterale alla Biennale di Venezia, Gotika (della serie Glasstress dedicata al vetro)
tra gli alberi nel viale d'accesso c'è un bellissimo calicantus che, ovviamente, al momento non profuma, ma d'inverno è davvero inebriante e vale una passeggiata fino a Santo Stefano.
nel pomeriggio tappa Grom in Strada Nuova per una coppetta di gelato senza glutine, stavolta cassata siciliana con ricotta di pecora, madorle e canditi... (e due mini-pacchetti di biscotti sempre senza glutine), anche il cibo è cultura!

25 March 2015

Japan Autumn 2014: Shizuoka

aspettando lo Shinkansen che collega Tokyo a Shizuoka (giusto il tempo per un obento di stagione ai funghi, da consumare comodamente seduti in carrozza!). anche questa volta, non ho resistito al collage ...

Shizuoka, 5-7 novembre 2014.
approfitto di questo pomeriggio uggioso – con questa pioggia, nessun senso di colpa a rimandare il bucato e le altre faccende domestiche ad un giorno di sole! - per riprendere il racconto del viaggio in Giappone, e riprendo da Shizuoka. Tre giorni/due notti alla scoperta di una città che forse è un po' fuori dai soliti itinerari di visita del Giappone, ma che ci ha riservato tante sorprese, ed un'accoglienza calorosissima (e molto alcolica!!). Ho scattato davvero una miriade di foto, più che in altri posti 'famosi', nel tentativo di catturare l'atmosfera rilassata e vagamente hippy di questa città che si affaccia sulla baia di Suruga e che ti fa sentire un po' come un surfista in inverno.
Anche se non so precisamente come debba sentirsi, un surfista in inverno. Quanto alle atmosfere da hippy, credo che la mia percezione sia stata in qualche modo condizionata – alterata - dalle persone che ho avuto la fortuna di incontrare – il barista di Shamrock, i ragazzi della Aoi Beer e quelli di Tolvo, gli chef di Ponkichi, e la varia umanità di clienti con cui risulta sorprendentemente facile attaccare bottone! - perché la città in sé è stra-ordinariamente giapponese.  
anche se ci siamo dedicati per la quasi totalità del tempo all'esplorazione sake-gastronomica della città (ai locali di Shizuoka prevedo di dedicare un post a parte!), nelle pause analcoliche siamo riusciti a visitare qualche sito interessante. cominciamo dalla cultura, allora, facendo tappa al tempio Toshogu.
e per arrivarci, il mio primo viaggio in funicolare! La Nihondaira Ropeway - di cui custodisco gelosamente il biglietto - che ci porta nel cuore della montagna dritti al tempio Toshogu. 

La Nihondaira Ropeway. Sia dal piazzale da cui poi si accede alla funicolare che dall'alto della montagna, si gode di una bellissima vista sulla baia di Suruga, fino alla penisola di Izu

siamo dentro la montagna e la giornata è nuvolosa ma la poca luce che filtra attraverso gli alberi dà al tempio un fascino cupo che mi fa sentire proprio come fossi magicamente caduta in una delle puntate di Inuyasha (scusate, sono una inguaribile otaku...!). 
Questo tempio, che è anche Tesoro Nazionale, fu costruito nel 1617 per volere del secondo Shogun Hidetada, 19 anni prima del più famoso Tempio Toshogu di Nikko (a Nikko ci vanno tutti, io invece sono venuta qui!), e proprio qui è sepolto Tokugawa Ieyasu, fondatore dello shogunato dei Tokugawa. 


lo so, magari la pozza strapiena di girini poteva non essere il soggetto più interessante da fotografare ma erano davvero secoli che non ne vedevo così tanti. tra l'altro girino in giapponese si dice 'otamajyakushi', non tra le parole più semplici da ricordare!

girini al tempio Toshogu!
anche se dalle fotografie può non sembrare, c'era parecchia gente, tanto che, per avere il timbro del tempio sul 'goshuincho' (una sorta di quaderno a soffietto, con la copertina in tessuto decorata con motivi 'stagionali', su cui si raccolgono i timbri dai vari templi che si visitano), mi hanno ritirato il quaderno all'entrata dandomi un cartoncino con il numero per ritirarlo poi al ritorno!! ci sono rimasta quasi male, di solito mi piace aspettare mentre il monaco 'di turno' mi stampiglia e calligrafa il quaderno, così posso sbirciare indisturbata una dimostrazione 'esclusiva' di shodou (arte della calligrafia, appunto!).


oltre ai girini, ho fotografato anche alcuni dei coloratissimi fregi del tempio. in un giorno di sole devono essere davvero sgargianti.



dal piazzale che si apre di fronte all'edificio della funivia (che ospita anche un grande negozio con i prodotti locali tipici) si gode di una bellissima vista sulla baia: la spiaggia in basso, però, non era gremita di surfisti, ma di serre per le fragole!! comunque, tra i prodotti tipici di Shizuoka, in testa c'è il tè verde, seguito - forse a pari merito - dal wasabi. e poi c'è, ovviamente, la Tamiya!!
un po' di link 'utili':
Kuretake Hotel Shizuoka (abbiamo dormito qui) fantastico il set di bagnoschiuma, shampoo e balsamo all'earl grey!
Tempio Toshogu di Shizuoka
Shizuoka Guide

Sul goshiuncho
i colori di Shizuoka

18 March 2015

pranzo di compleanno (e la ricetta per la zuppa di miso senza glutine)

un pranzo di compleanno tutto giapponese e senza glutine

今週の月曜日(16日) 私の誕生日でした。十日間ずっと晴れた天気が続いていたのに、月曜日はちょうど大雨が降ってきて、風も強くて、残念でした。朝ゆっくりして、彼と一緒に散歩へ出かけようとしましたが、喫茶店でコーヒーを飲んだ後、すぐ家に帰ってしまいました。ざあざあ降ってきた雨でズボンは全部濡れちゃって、一日中家でのんびりしました。やっぱり観光案内所の仕事をやってきてから、彼とランチする機会が少なくなりました。。。今度 私の誕生日ランチをゆっくり楽しめて嬉しかったです。
最近ベジタリアン料理ばっかり作っているので、ベジタリアン和食を作ってみました。
南瓜の味噌汁を作るためには昆布と椎茸の出しをとって、グルテンなしの味噌を使いました。玄米ご飯には、静岡で買った大根若菜を振りかけてみました(最高の味!)。それからほうれん草を茹でて味付けは溜醤油とレモン汁+胡麻だけでした。
最近近所のスーパーで冷凍枝豆まで売ってきたので、よく食べるようになりました。簡単なランチでしたが、百点満点!



corsia da tavola made in Japan (dal negozio Sabbie e Nebbie di Venezia)

ところで、もらったプレゼントも全部日本製でした。何より!
ovviamente, dopo quasi due settimane di sole e cieli tersi, il giorno del mio compleanno non poteva non piovere! a catinelle e con folate di vento provenienti da tutti i lati. dopo un timido tentativo di passeggiata post caffè, ce ne siamo tornati a casa inzuppati e, approfittando del compleanno abbinato al giorno di riposo, mi sono messa subito a spignattare per regalarmi un pranzo come piace a me.
in questo ultimo mese e mezzo sto sperimentando soprattutto cucina vegana e vegetariana - per vari motivi, primo fra tutti quello etico ed ecologico - e devo dire che la cucina giapponese tradizionale non è poi così difficile da adattare al vegan: in fondo, la cucina tradizionale dei monaci buddisti, giapponesi e non solo, è vegana, ed il padre della macrobiotica era un medico militare giapponese, tale signor Sagen Ishizuka, fondatore della Shokuyo-kai (anche se la macrobiotica non è vegana al 100%, ma questa è un'altra storia).
comunque, washoku (cucina tradizionale giapponese) vegan e senza glutine, si può!


Per la cronaca, made in Japan anche i regali che ho ricevuto (a cui sto per aggiungere un ordine di riviste giapponesi su Amazon!)

immancabile la super ciotola di verdure saltate: cappuccio+pioppini+carote

questa volta, al posto del riso bianco giapponese, ho utilizzato un riso semi-integrale italiano che si adatta molto bene al metodo di preparazione giapponese (lavaggio del riso+cottura fino ad assorbire tutta l'acqua). Il riso in questione è il Balilla, che, non a caso, appartiene alla sottospecie Japonica (chicco corto e tondeggiante, proprio come il riso bianco giappo): si compatta alla perfezione in cottura ed infatti è adatto per timballi e crocchette. E siccome è semi-integrale, cuoce in 20 minuti, il che aiuta se avete poco tempo. Una curiosità: fino ad un secolo fa era l'unica qualità di riso coltivata in Italia!!
Ho insaporito l'acqua di cottura con un cucchiaio di tamari senza glutine e poi, a cottura ultimata, ho aggiunto una abbondante 'spolverata' di foglie di daikon secche (acquistate a Shizuoka lo scorso novembre), che sono la morte sua (come si usa dire in Giappone...).

ciotola di Tomita design by Covo

Anche la zuppa di miso è in versione vegana: di solito, infatti, il brodo dashi che si usa per prepararla contiene katsuobushi (fiocchi di pesce bonito essiccato) ma questa volta ho voluto provarla in versione alga konbu+shiitake secchi, ed è comunque venuta benissimo!

Avocado (bio) ed edamame (della Orogel, li trovo al supermercato dietro casa e ho fatto scorta!!) a volontà per le proteine ed i grassi buoni e gli spinaci semplicemente bolliti e ben strizzati, conditi con tamari+limone ed un po' di sesamo. Un pranzo semplice ma dal sapore giapponese.
foglie di daikon secche, ottimo furikake per il riso integrale
Per la zuppa di miso vegan (2 porzioni):

500 ml di acqua
due funghi shiitake secchi
5 cm di alga konbu pulita
1/4 di zucca tagliata a pezzetti
1 cucchiaio di tamari senza glutine
1 cucchiaio di sake
1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiai di miso di riso gluten-free della Clearspring

fate ammorbidire i funghi shiitake in acqua calda, scolateli e sciacquateli dai residui di sabbia. In una casseruola, versate l'acqua fredda, l'alga konbu e gli shiitake e portate ad ebollizione. A questo punto eliminate l'alga* ed aggiungete il tamari, il sake, il sale e lo zucchero. Mescolate bene ed aggiungete la zucca. Continuate a cuocere fino a portare la zucca a cottura. Nel frattempo, dividete in due ciotole la pasta di miso (un cucchiaio abbondante a testa) e versatevi poco brodo in modo da scioglierla completamente. Suddividete la zucca e gli shiitake nelle due ciotole e versate il brodo restante. Spolverizzate con erba cipollina (o negi giapponese, se ne avete!)

*non buttate l'alga: tagliatela a striscioline sottili e stufatela con tamari e poco zucchero in padella, fino a che si sarà caramellata per bene: un altro ottimo topping per il riso integrale

いただきまーす!
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