25 March 2015

Japan Autumn 2014: Shizuoka

aspettando lo Shinkansen che collega Tokyo a Shizuoka (giusto il tempo per un obento di stagione ai funghi, da consumare comodamente seduti in carrozza!). anche questa volta, non ho resistito al collage ...

Shizuoka, 5-7 novembre 2014.
approfitto di questo pomeriggio uggioso – con questa pioggia, nessun senso di colpa a rimandare il bucato e le altre faccende domestiche ad un giorno di sole! - per riprendere il racconto del viaggio in Giappone, e riprendo da Shizuoka. Tre giorni/due notti alla scoperta di una città che forse è un po' fuori dai soliti itinerari di visita del Giappone, ma che ci ha riservato tante sorprese, ed un'accoglienza calorosissima (e molto alcolica!!). Ho scattato davvero una miriade di foto, più che in altri posti 'famosi', nel tentativo di catturare l'atmosfera rilassata e vagamente hippy di questa città che si affaccia sulla baia di Suruga e che ti fa sentire un po' come un surfista in inverno.
Anche se non so precisamente come debba sentirsi, un surfista in inverno. Quanto alle atmosfere da hippy, credo che la mia percezione sia stata in qualche modo condizionata – alterata - dalle persone che ho avuto la fortuna di incontrare – il barista di Shamrock, i ragazzi della Aoi Beer e quelli di Tolvo, gli chef di Ponkichi, e la varia umanità di clienti con cui risulta sorprendentemente facile attaccare bottone! - perché la città in sé è stra-ordinariamente giapponese.  
anche se ci siamo dedicati per la quasi totalità del tempo all'esplorazione sake-gastronomica della città (ai locali di Shizuoka prevedo di dedicare un post a parte!), nelle pause analcoliche siamo riusciti a visitare qualche sito interessante. cominciamo dalla cultura, allora, facendo tappa al tempio Toshogu.
e per arrivarci, il mio primo viaggio in funicolare! La Nihondaira Ropeway - di cui custodisco gelosamente il biglietto - che ci porta nel cuore della montagna dritti al tempio Toshogu. 

La Nihondaira Ropeway. Sia dal piazzale da cui poi si accede alla funicolare che dall'alto della montagna, si gode di una bellissima vista sulla baia di Suruga, fino alla penisola di Izu

siamo dentro la montagna e la giornata è nuvolosa ma la poca luce che filtra attraverso gli alberi dà al tempio un fascino cupo che mi fa sentire proprio come fossi magicamente caduta in una delle puntate di Inuyasha (scusate, sono una inguaribile otaku...!). 
Questo tempio, che è anche Tesoro Nazionale, fu costruito nel 1617 per volere del secondo Shogun Hidetada, 19 anni prima del più famoso Tempio Toshogu di Nikko (a Nikko ci vanno tutti, io invece sono venuta qui!), e proprio qui è sepolto Tokugawa Ieyasu, fondatore dello shogunato dei Tokugawa. 


lo so, magari la pozza strapiena di girini poteva non essere il soggetto più interessante da fotografare ma erano davvero secoli che non ne vedevo così tanti. tra l'altro girino in giapponese si dice 'otamajyakushi', non tra le parole più semplici da ricordare!

girini al tempio Toshogu!
anche se dalle fotografie può non sembrare, c'era parecchia gente, tanto che, per avere il timbro del tempio sul 'goshuincho' (una sorta di quaderno a soffietto, con la copertina in tessuto decorata con motivi 'stagionali', su cui si raccolgono i timbri dai vari templi che si visitano), mi hanno ritirato il quaderno all'entrata dandomi un cartoncino con il numero per ritirarlo poi al ritorno!! ci sono rimasta quasi male, di solito mi piace aspettare mentre il monaco 'di turno' mi stampiglia e calligrafa il quaderno, così posso sbirciare indisturbata una dimostrazione 'esclusiva' di shodou (arte della calligrafia, appunto!).


oltre ai girini, ho fotografato anche alcuni dei coloratissimi fregi del tempio. in un giorno di sole devono essere davvero sgargianti.



dal piazzale che si apre di fronte all'edificio della funivia (che ospita anche un grande negozio con i prodotti locali tipici) si gode di una bellissima vista sulla baia: la spiaggia in basso, però, non era gremita di surfisti, ma di serre per le fragole!! comunque, tra i prodotti tipici di Shizuoka, in testa c'è il tè verde, seguito - forse a pari merito - dal wasabi. e poi c'è, ovviamente, la Tamiya!!
un po' di link 'utili':
Kuretake Hotel Shizuoka (abbiamo dormito qui) fantastico il set di bagnoschiuma, shampoo e balsamo all'earl grey!
Tempio Toshogu di Shizuoka
Shizuoka Guide

Sul goshiuncho
i colori di Shizuoka

18 March 2015

pranzo di compleanno (e la ricetta per la zuppa di miso senza glutine)

un pranzo di compleanno tutto giapponese e senza glutine

今週の月曜日(16日) 私の誕生日でした。十日間ずっと晴れた天気が続いていたのに、月曜日はちょうど大雨が降ってきて、風も強くて、残念でした。朝ゆっくりして、彼と一緒に散歩へ出かけようとしましたが、喫茶店でコーヒーを飲んだ後、すぐ家に帰ってしまいました。ざあざあ降ってきた雨でズボンは全部濡れちゃって、一日中家でのんびりしました。やっぱり観光案内所の仕事をやってきてから、彼とランチする機会が少なくなりました。。。今度 私の誕生日ランチをゆっくり楽しめて嬉しかったです。
最近ベジタリアン料理ばっかり作っているので、ベジタリアン和食を作ってみました。
南瓜の味噌汁を作るためには昆布と椎茸の出しをとって、グルテンなしの味噌を使いました。玄米ご飯には、静岡で買った大根若菜を振りかけてみました(最高の味!)。それからほうれん草を茹でて味付けは溜醤油とレモン汁+胡麻だけでした。
最近近所のスーパーで冷凍枝豆まで売ってきたので、よく食べるようになりました。簡単なランチでしたが、百点満点!



corsia da tavola made in Japan (dal negozio Sabbie e Nebbie di Venezia)

ところで、もらったプレゼントも全部日本製でした。何より!
ovviamente, dopo quasi due settimane di sole e cieli tersi, il giorno del mio compleanno non poteva non piovere! a catinelle e con folate di vento provenienti da tutti i lati. dopo un timido tentativo di passeggiata post caffè, ce ne siamo tornati a casa inzuppati e, approfittando del compleanno abbinato al giorno di riposo, mi sono messa subito a spignattare per regalarmi un pranzo come piace a me.
in questo ultimo mese e mezzo sto sperimentando soprattutto cucina vegana e vegetariana - per vari motivi, primo fra tutti quello etico ed ecologico - e devo dire che la cucina giapponese tradizionale non è poi così difficile da adattare al vegan: in fondo, la cucina tradizionale dei monaci buddisti, giapponesi e non solo, è vegana, ed il padre della macrobiotica era un medico militare giapponese, tale signor Sagen Ishizuka, fondatore della Shokuyo-kai (anche se la macrobiotica non è vegana al 100%, ma questa è un'altra storia).
comunque, washoku (cucina tradizionale giapponese) vegan e senza glutine, si può!


Per la cronaca, made in Japan anche i regali che ho ricevuto (a cui sto per aggiungere un ordine di riviste giapponesi su Amazon!)

immancabile la super ciotola di verdure saltate: cappuccio+pioppini+carote

questa volta, al posto del riso bianco giapponese, ho utilizzato un riso semi-integrale italiano che si adatta molto bene al metodo di preparazione giapponese (lavaggio del riso+cottura fino ad assorbire tutta l'acqua). Il riso in questione è il Balilla, che, non a caso, appartiene alla sottospecie Japonica (chicco corto e tondeggiante, proprio come il riso bianco giappo): si compatta alla perfezione in cottura ed infatti è adatto per timballi e crocchette. E siccome è semi-integrale, cuoce in 20 minuti, il che aiuta se avete poco tempo. Una curiosità: fino ad un secolo fa era l'unica qualità di riso coltivata in Italia!!
Ho insaporito l'acqua di cottura con un cucchiaio di tamari senza glutine e poi, a cottura ultimata, ho aggiunto una abbondante 'spolverata' di foglie di daikon secche (acquistate a Shizuoka lo scorso novembre), che sono la morte sua (come si usa dire in Giappone...).

ciotola di Tomita design by Covo

Anche la zuppa di miso è in versione vegana: di solito, infatti, il brodo dashi che si usa per prepararla contiene katsuobushi (fiocchi di pesce bonito essiccato) ma questa volta ho voluto provarla in versione alga konbu+shiitake secchi, ed è comunque venuta benissimo!

Avocado (bio) ed edamame (della Orogel, li trovo al supermercato dietro casa e ho fatto scorta!!) a volontà per le proteine ed i grassi buoni e gli spinaci semplicemente bolliti e ben strizzati, conditi con tamari+limone ed un po' di sesamo. Un pranzo semplice ma dal sapore giapponese.
foglie di daikon secche, ottimo furikake per il riso integrale
Per la zuppa di miso vegan (2 porzioni):

500 ml di acqua
due funghi shiitake secchi
5 cm di alga konbu pulita
1/4 di zucca tagliata a pezzetti
1 cucchiaio di tamari senza glutine
1 cucchiaio di sake
1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiai di miso di riso gluten-free della Clearspring

fate ammorbidire i funghi shiitake in acqua calda, scolateli e sciacquateli dai residui di sabbia. In una casseruola, versate l'acqua fredda, l'alga konbu e gli shiitake e portate ad ebollizione. A questo punto eliminate l'alga* ed aggiungete il tamari, il sake, il sale e lo zucchero. Mescolate bene ed aggiungete la zucca. Continuate a cuocere fino a portare la zucca a cottura. Nel frattempo, dividete in due ciotole la pasta di miso (un cucchiaio abbondante a testa) e versatevi poco brodo in modo da scioglierla completamente. Suddividete la zucca e gli shiitake nelle due ciotole e versate il brodo restante. Spolverizzate con erba cipollina (o negi giapponese, se ne avete!)

*non buttate l'alga: tagliatela a striscioline sottili e stufatela con tamari e poco zucchero in padella, fino a che si sarà caramellata per bene: un altro ottimo topping per il riso integrale

いただきまーす!

09 March 2015

Giappone gluten-free?


l'importante è che se ne parli! Sebbene sia un po' prematuro sperare che comincino a diffondersi anche in Giappone ristoranti gluten-free (tenendo conto che la celiachia non è una malattia comune nel lontano Sol Levante, anzi, è praticamente sconosciuta!), pare che qualcosa si stia muovendo. Sarà anche l'imminenza delle Olimpiadi di Tokyo del 2020, fatto sta che la Camera di Commercio Italiana a Tokyo organizza, per il prossimo lunedì 16 marzo (per inciso, mio compleanno!), un incontro/workshop introduttivo di cucina italiana gluten-free: nel programma sia due interventi per illustrare i cibi senza glutine ai partecipanti, sia una dimostrazione di cucina - sempre gluten-free (con degustazione finale e possibilità di acquistare alcuni prodotti) – a cura dello chef Luca Massimo Fraternali del Luca Deli – organic restaurant, bento & catering di Tokyo
Uno spiraglio che si apre sul futuro, anche se si tratta pur sempre di cucina italiana! Certo è che, ormai, la dicitura 'può contenere farina'/'prodotto in uno stabilimento in cui si tratta anche farina' si trova comunemente anche sulle confezioni di cibo prodotto in Giappone, solo che generalmente troverete tutte le scritte in kanji/kana, per cui se non avete un amico 'autoctono' che vi aiuta a fare la spesa mentre siete su suolo nipponico, tanto vale rinunciare...

在日イタリア商工会議所>>
グルテンフリーフード・ワークショップとは?
欧米諸国では食生活の中では当たり前にある「グルテンフリー食品」。日本においてはまだ殆ど普及が進んで
おらず、情報や認知度が少ないのが現状です。そこで日本においてグルテンフリー食品を普及・推進するために、
「グルテンフリー食品」を紹介するイベントを開催。レクチャーから食品の紹介・シェフによるグルテンフリー
レシピのデモンストレーション・試食が体験できる “参加型イベント”となります。

Da celiaca 'ortodossa', non sgarro mai con la dieta, ma da amante del Giappone, non mi sono mai neppure arresa al fatto che la cucina giapponese fosse davvero 'troppo' per noi che non possiamo introdurre glutine. Devo dire che gli ultimi due soggiorni in Giappone, uniti a qualche dritta – e alle mie incessanti ricerche in rete su suolo virtuale nipponico – hanno premiato la mia perseveranza/cocciutaggine/golosità per cui posso dire che, sì, prepararsi un pranzo stile Jap con tutti i crismi, senza glutine e senza tribolare troppo, non solo è possibile, è pure semplice!
Che poi di ricette giappe senza glutine qui ne ho già postate un bel po' – bè, non parlo di sushi, eh, ma di cucina giapponese tradizionale, washoku, e casalinga – ma quest'ultimo mese e mezzo di sperimentazione vegana ha ulteriormente arricchito la mia dispensa. Solo che siccome era Carnevale...qui ho postato solo foto di Carnevale! E siccome nel frattempo è anche cominciata la fase di liquidazione dell'azienda in cui lavoro, forse mi sono distratta un po'.
Tra le distrazioni, dei foto-collage di dubbio gusto che mi diverto a fare con il cellulare nuovo, che sono anche un'anteprima di alcune idee giappo-vegane coming-soon.



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