03 December 2014

Japan Autumn 2014: un itinerario. Shibuya, Harajuku, Aoyama



non ho ancora deciso se organizzare il mio racconto di viaggio semplicemente seguendo le tappe in ordine cronologico o se andare ad estro, ispirata dal mood del momento – che, per la serata di oggi, equivale a 'cena in divano più una dose accettabile di vino di prugne'. Non ci sono solo le foto ed i ricordi da condividere, vorrei anche sistemare quel lungo elenco di localini che abbiamo esplorato, ma anche la mia personale lista di negozi imperdibili, con indirizzi e siti internet di riferimento, a mia memoria ma anche ad uso e consumo di chi si trovasse a transitare qui per caso.

Se mi dicessero 'ok, domani ti teletrasportiamo a Tokyo. Scegli cosa fare in un giorno perchè la sera sarai di nuovo sul tuo divano', bè...andrei nel panico! Però se si trattasse di consigliare ad altri cosa fare, credo che in questo caso potrei riuscire a mantenere una certa lucidità, perché tutto il mio bagaglio emotivo 'oh mio Dio, il mio amato Giappone' smetterebbe in un certo senso di pesare ed obnubilare la mia capacità di giudizio!

Così per stasera propongo un semplice itinerario nel cuore del cuore di Tokyo, che avevo scritto qualche tempo fa per una collega in cerca di qualche consiglio per una prima visita nella metropoli nipponica.


Harajuku ed Aoyama sono letteralmente il paradiso in terra per lo shopping giovane ma valgono la visita anche per gli ‘adulti’ perché la fauna umana in cui ci si imbatte è davvero…folkloristica!
Per lo shopping ci sono le vie di Omotesando (più che altro atelier di stilisti ma se volete comprare cose giappe c’è l’Oriental Bazar, carino anche se più turistico) e Takeshita-dori (era una delle mie mete preferite ai tempi dell'università, adoravo perdermi tra tutti i vari negozietti specializzati in accessori di vario tipo, calzettoni e gonne scozzesi ed ogni volta mi immaginavo vestita di tutto punto con la classica – e sexyyy – divisa scolastica delle ragazze giapponesi – a 40 anni ancora la devo comprare ma giuro, prima o poi lo faccio!). Proprio lungo Takeshitadori, per un po’ di shopping economico ma divertente, c’è Daiso, un negozio di quelli ‘tutto a 100 yen' (ci si trova di tutto, dalle gomme da cancellare a forma di bento alle decorazioni natalizie, ma anche articoli casalinghi, cancelleria e tutto quello che potete immaginare), consigliato solo a chi non si lascia spaventare dal 'troppo di tutto'.



Dalla zona si raggiunge facilmente Meiji Jingu, un santuario shintoista immerso nel verde della sua foresta di 100 mila alberi. Bè, per me il santuario shintoista per antonomasia, non manco mai di fargli visita - ad ogni viaggiatore i suoi luoghi del cuore, i suoi personali riti. Sulla strada per il santuario (vi consiglio di guardare bene tra gli alberi ai lati della strada, i ragni giapponesi sono impressionanti, per numero e dimensione!) c'è un bel negozio di souvenir – ma questa parola non rende giustizia al genere di articoli che vi troverete – molto tradizionali e di qualità: certo, non mancano i magneti da frigorifero, ma ci sono molti articoli mangerecci, oltre che ceramiche, incensi, giochi tradizionali per bambini, furoshiki, e fazzoletti e borsette con tessuti tradizionali, tè e molte altre classiche 'giapponeserie' (veramente giapponesi, però!)



In zona, siccome non vogliamo solo parlare di spese ma facciamo anche gli acculturati, c’è un museo molto bello di stampe Ukiyo-e, Ota Memorial Museum (chiuso il lunedì), che vi consiglio al posto della visita al mastodontico Tokyo National Museum (bellissimo, per carità, ma solo se volete davvero ripercorrere l’arte giappa dalla preistoria ad oggi!). Purtroppo questa volta l'ho trovato chiuso, per cui l'unico museo che avevo sulla mia lista, l'ho dovuto saltare! Ma sicuramente ci ho bevuto su qualcosa.


Shibuya. Shibuya è un allegro caos che ormai mi lascia terribilmente frastornata, ma ai tempi dell'università mi attirava tipo lampione con le falene, con i suoi megagalattici depaato (department stores): Marui Depaato, Seibu, 109 Building e Tokyu Hands (il paradiso delle carabattole di ogni tipo, vale la visita!). Ovviamente col tempo se ne sono aggiunti molti altri! Se devo pensare alla città della luce, al neon, penso a Shibuya. Shibuya di notte mi riporta ad Akira di Otomo Katsuhiro, anche se molto meno 'dark' e post apocalittica. Ma l'immagine che sopra ogni altra me la restituisce, sempre e con nostalgia, è quella della statua del cane Hachiko, piccola ma immensa, che se la guardo da dietro mi fa ancora più struggimento.


Vi interessa qualche informazione in più, 'di prima mano'?
ecco i siti!
www.orientalbazaar.co.jp
www.takeshita-street.com
www.meijijingu.co.jp
www.ukiyoe-ota-muse.jp

Un'ottima guida ai ristoranti ed ai locali di Tokyo - e non solo - la trovate qui:
http://www.bento.com/

Se avete già una guida di Tokyo e/o del Giappone, il mio personale consiglio è di procurarvi anche un atlante stradale della città, io mi trovo super-bene con il Tokyo City Atlas: A Bilingual Guide della Kodansha International, in vendita anche su Amazon.it.

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